Una gigantesca onda bianca travolge la storica facciata della Biblioteca Apostolica Vaticana. Si tratta di Diluvium, una straordinaria installazione dell'artista francese JR, che ci ricorda la fragilità della conoscenza e della vita stessa.
Così si apre la nuova esposizione "AQVA - Catastrofe e Meraviglia", inaugurata da Papa Leone XIV nel giorno del suo 71º compleanno, parte di un progetto più ampio in collaborazione con Fondazione Roma e sostenuto da Intesa Sanpaolo.
JR, il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini sono i protagonisti di questa esposizione che esplora il patrimonio storico della Biblioteca attraverso l'elemento dell'acqua, vista sia come minaccia che come risorsa. Il progetto, che si inserisce nella missione secolare della Biblioteca Vaticana di conservazione e divulgazione, invita a riflettere sugli elementi naturali come specchio delle paure e delle speranze umane. Focalizzandosi sulle minacce che da sempre mettono a rischio il patrimonio librario, dall'acqua al fuoco, dalla luce agli insetti fino all'intervento umano, la mostra invita il pubblico a superare la paura per scoprire nuove possibilità di lettura e creazione.
Il primo evento, intitolato "Aqva", si concentra sulla duplice natura dell'acqua: fonte di vita e forza distruttrice. Il percorso espositivo, che si snoda tra il patrimonio secolare del Vaticano e la suggestiva Sala Barberini trasformata in uno spazio di contemplazione, offre un'esperienza immersiva che intreccia storia, scienza e diversi linguaggi, guidando il visitatore da una percezione iniziale di minaccia a una progressiva riconciliazione con l'elemento naturale. Al centro della mostra si trova l'Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani (1557), un capolavoro che unisce sapere scientifico, arte calcografica e cultura gastronomica, presentato in due esemplari di straordinario pregio. Intorno, una selezione eccezionale di libri, manoscritti, incisioni e oggetti provenienti dalle collezioni vaticane: dal De re coquinaria di Apicio ai racconti di viaggio di Giovanni Battista Ramusio, fino ai bestiari marini e alle curiosità numismatiche legate al mondo acquatico.
"C'è qualcosa di quasi mistico nei libri. Questi fragili oggetti racchiudono i pensieri del mondo; trasportano voci, storie e conoscenze attraverso i secoli. La loro forza è immensa, così come la loro vulnerabilità: la carta non oppone resistenza agli elementi. Portando un'onda nella Biblioteca Vaticana, Diluvium e Undae mettono a confronto questo paradosso. Che cosa può sopravvivere e che cosa scegliamo di preservare?", ha dichiarato JR. La sua onda, spiega l'artista, "ci parla di ciò che accade oggi nel mondo con il cambiamento climatico e anche con le ondate di calore". E c'è un'altra metafora che l'artista trova nell'acqua: "C'è un legame anche con ciò che vediamo nell'intelligenza artificiale, perché questa intelligenza sulla quale non abbiamo un controllo totale sta assorbendo tutti questi libri, tutto questo sapere".
Bill Moran, trasformando la tipografia in linguaggio visivo, dà vita a creature marine composte da lettere, numeri e segni paragrafematici. "Il privilegio di realizzare un'opera per la Biblioteca Vaticana mi ha permesso di unire il passato al presente, affiancando le attrezzature tipografiche tradizionali della mia famiglia e i caratteri in legno d'epoca per creare nuovi LetterFish originali", sostiene Bill Moran.
Lo chef Fulvio Pierangelini invece esplora il legame tra acqua, cucina e memoria attraverso percorsi gastronomici inediti. "Sono molto felice di essere parte di questo progetto e dell'agenda ad esso collegata – ha spiegato lo chef – Nell'una e nell'altra racconterò storie e ricette di pesci scovati in uno splendido testo che questa preziosa biblioteca custodisce con infinita cura e saggezza".
Come ha affermato don Giacomo Cardinali, Vice Prefetto e Commissario delle Attività Espositive, "La mostra AQVA è anche l'occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione, che avvenne per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana, del bellissimo trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani, finito di stampare a Roma nel 1557". Dopo l'acqua, "l'anno prossimo – spiega Cardinali – vedremo la luce e l'aria, poi avremo il fuoco, quindi gli insetti e i microorganismi, infine l'uomo, costruttore ma anche distruttore di libri. In 5 anni noi vedremo tutto quello che ci terrorizza e lo scopo di queste mostre è di portare il pubblico dentro un percorso che comincia con il panico, ma poi si trasforma in qualcosa di positivo".
Il ciclo espositivo, visitabile dal 25 settembre 2026 fino al prossimo 14 maggio 2027, il venerdì e il sabato secondo specifico calendario, è stato curato da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio.
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