Giorgia Meloni sceglie gli studi Rai di Bruno Vespa per fare il punto sui principali temi che impegnano il governo. Ospite di Cinque Minuti e Porta a Porta, la presidente del Consiglio affronta argomenti come scuola e integrazione, conti pubblici e crescita, oltre a questioni più politiche: la legge elettorale, il confronto con Elly Schlein e le tensioni con Roberto Vannacci.
Il dibattito si concentra principalmente sulla presenza degli studenti stranieri nelle classi e sulle recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Meloni respinge l'interpretazione secondo cui l'intervento del capo dello Stato sarebbe stato in contrasto con la linea del governo.
Secondo la premier, Mattarella avrebbe sottolineato la necessità di evitare la creazione di “classi ghetto”, un obiettivo che Meloni ritiene in linea con la proposta del governo di fissare un limite del 30% alla presenza di studenti stranieri che non conoscono bene l'italiano nelle singole classi.
La presidente del Consiglio ricorda anche l'esperienza di Mattarella al ministero dell'Istruzione, sottolineando le misure adottate all'epoca per evitare un'eccessiva concentrazione di alunni stranieri. Una linea che, secondo Meloni, dimostrerebbe come l'integrazione passi anche attraverso una distribuzione più equilibrata degli studenti.
Sul fronte scolastico, Meloni difende inoltre il divieto del burqa nelle scuole, presentandolo come una misura di sicurezza e non discriminatoria. La premier sottolinea che restrizioni simili sono state adottate anche in alcuni Paesi a maggioranza musulmana.
Link to Deficit, crescita e critiche all'IstatDeficit, crescita e critiche all'Istat
Dalla scuola ai conti pubblici. Meloni torna sui dati relativi al deficit, passato dall'8,1% al 3,08%, sottolineando come pochi decimali abbiano impedito all'Italia di scendere sotto il 3% e di anticipare così l'uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo.
La premier esprime poi dubbi sulle previsioni di crescita italiana. Nel mirino finiscono le stime dell'Istat e della Commissione europea, che secondo Meloni negli ultimi anni sarebbero state più volte riviste al rialzo a posteriori.
Da qui la battuta sulla possibilità che venga sottovalutata la capacità dell'Italia o l'azione del governo. La presidente del Consiglio riconosce comunque alcuni problemi strutturali dell'economia nazionale, indicando nella bassa produttività, nella necessità di maggiori investimenti e nell'alto costo dell'energia alcuni dei principali ostacoli alla crescita.
Link to Legge elettorale e voto anticipatoLegge elettorale e voto anticipato
Meloni interviene anche sulla legge elettorale e sul ritorno delle preferenze, giudicando positivamente la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti.
Sul piano della stabilità politica, la premier osserva che qualora durante l'esame parlamentare della riforma emergesse l'assenza di una maggioranza in grado di sostenere l'esecutivo, il governo dovrebbe prenderne atto.
Quanto alle voci su possibili elezioni anticipate in primavera, Meloni risponde con ironia, osservando che molti sembrano non vedere l'ora che finisca l'esperienza del suo governo, senza però indicare il voto anticipato come prospettiva dell'esecutivo.
Link to Schlein e il confronto con le opposizioniSchlein e il confronto con le opposizioni
Nel campo delle opposizioni, Meloni riconosce nella segretaria del Partito democratico Elly Schlein la propria interlocutrice naturale, in quanto leader della principale forza avversaria.
Il riconoscimento non elimina però lo scontro politico. La presidente del Consiglio richiama il dossier della Zes Unica e l'estensione delle semplificazioni nel Mezzogiorno, accusando il centrosinistra di sostenere oggi soluzioni che, secondo la sua ricostruzione, erano state criticate in passato.
Link to Lo scontro con VannacciLo scontro con Vannacci
Più duro il passaggio dedicato a Roberto Vannacci. Meloni precisa di non avere elementi per definirlo un “cavallo di Troia” della Russia, ma esprime forte disappunto per alcuni contenuti rilanciati da pagine a lui riconducibili.
La premier fa riferimento in particolare ad accuse sulla propria vita privata e sui rapporti con il presidente ucraino, argomenti che associa alla propaganda russa. Di fronte ad affermazioni di questo tipo, sostiene Meloni, ci si aspetterebbe da chi si definisce patriota una presa di distanza netta.
È proprio l'assenza, secondo la presidente del Consiglio, di una condanna sufficientemente chiara a rappresentare uno degli elementi di maggiore frizione.
Link to Sanità, Regioni e salariSanità, Regioni e salari
Altro terreno di confronto è quello della sanità. Alle critiche arrivate da alcuni governatori di opposizione, Meloni replica sostenendo che le misure per circa 2,4 miliardi di euro non peseranno definitivamente sui bilanci regionali, perché gli importi saranno rimborsati dallo Stato.
Nel difendere l'intervento dell'esecutivo, la premier richiama anche la stagione dei bonus edilizi introdotti durante i governi guidati da Giuseppe Conte, proponendo un confronto con le conseguenze di quelle misure sui conti pubblici.
Infine, il capitolo salari. Meloni indica una crescita degli stipendi del 3% e rivendica un'inversione di tendenza rispetto alla stagnazione delle retribuzioni registrata negli anni precedenti.
L'obiettivo annunciato è confermare nella prossima legge di bilancio la tassazione al 5% degli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali nel settore privato. Una misura che, secondo i dati citati dalla presidente del Consiglio, avrebbe già coinvolto oltre quattro milioni di lavoratori.
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