Trecento milioni di euro per aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili e residenze per studenti in Italia. È l’obiettivo dell’accordo sottoscritto da Intesa Sanpaolo, attraverso la Divisione IMI Corporate & Investment Banking, e dalla Banca europea per gli investimenti (BEI).
L’operazione punta a mobilitare una cifra ancora maggiore: secondo quanto comunicato da Intesa Sanpaolo, i finanziamenti potranno infatti contribuire ad attivare investimenti complessivi stimati in circa 600 milioni di euro.
Le risorse saranno indirizzate alla costruzione e allo sviluppo di nuovi studentati e di progetti di housing a prezzo calmierato, con l’obiettivo di intervenire soprattutto nelle zone dove la domanda abitativa è più forte per ragioni demografiche o per la presenza di importanti poli universitari.
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Il meccanismo prevede che il finanziamento della BEI possa arrivare a coprire fino al 50% del costo complessivo di ciascun progetto. La parte restante dovrà essere finanziata attraverso altre fonti o mediante risorse proprie dei soggetti promotori.
È proprio questo sistema a consentire ai 300 milioni dell’accordo di sostenere potenzialmente investimenti per circa il doppio del loro valore.
Intesa Sanpaolo avrà il ruolo di intermediario finanziario e metterà a disposizione le risorse provenienti dalla Banca europea per gli investimenti attraverso specifiche operazioni di finanziamento.
Non si tratterà quindi di un fondo distribuito direttamente a studenti o famiglie. Le risorse saranno destinate a progetti immobiliari promossi da operatori pubblici e privati, che saranno selezionati da Intesa Sanpaolo e dovranno rispettare i criteri previsti dalla normativa europea e dalla BEI.
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I due ambiti individuati dall’accordo intercettano una parte della crescente domanda di abitazioni nelle città italiane: da una parte gli studenti universitari alla ricerca di un posto letto, dall’altra le persone e le famiglie che hanno difficoltà ad accedere agli alloggi alle condizioni offerte dal mercato.
L’affordable housing, o abitare a prezzi accessibili, punta proprio a creare un’offerta destinata a chi incontra difficoltà nel sostenere i normali prezzi di mercato.
Nel caso dell’accordo tra Intesa Sanpaolo e BEI, le risorse saranno concentrate in particolare nei territori caratterizzati da una maggiore pressione demografica e universitaria, dove la domanda di abitazioni e posti letto è più elevata.
Dal materiale diffuso non emergono ancora il numero di alloggi e posti letto che potranno essere realizzati, né le città nelle quali saranno avviati i singoli interventi. La dimensione effettiva dell’impatto dipenderà dunque dai progetti che verranno selezionati e finanziati.
Link to Micillo: «Rispondere a bisogni concreti»Micillo: «Rispondere a bisogni concreti»
Per Intesa Sanpaolo l’accordo rientra in una strategia che lega gli investimenti immobiliari anche alla loro funzione sociale.
«L’accordo con BEI ci consente di ampliare il sostegno a progetti che coniugano sostenibilità economica e valore sociale, contribuendo a rispondere a bisogni concreti delle persone e delle comunità», ha dichiarato Mauro Micillo, Chief della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo.
L’operazione si inserisce inoltre nel Piano d’Impresa 2026-2029 dell’istituto, che comprende tra le proprie direttrici il social lending, il credito al Terzo settore, il finanziamento dell’affordable housing e delle infrastrutture essenziali e il sostegno alle persone vulnerabili.
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Il passaggio decisivo sarà adesso quello dai finanziamenti ai cantieri. I 300 milioni di euro rappresentano infatti la disponibilità finanziaria dell’accordo, mentre i 600 milioni costituiscono la stima degli investimenti complessivi che potranno essere mobilitati grazie al coinvolgimento di ulteriori fonti e dei soggetti promotori.
Saranno quindi la selezione dei progetti, la loro localizzazione e le caratteristiche degli alloggi realizzati a determinare quanto l’iniziativa potrà incidere concretamente sull’offerta abitativa e universitaria.
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