Ritorna il contributo per chi vuole installare una colonnina di ricarica per auto elettriche a casa. Dal 23 settembre alle 12 è possibile richiedere il nuovo incentivo per l'acquisto e l'installazione di wallbox e infrastrutture di ricarica domestiche.
L'agevolazione copre l'80% delle spese, fino a un massimo di 1.500 euro per i privati. Per le installazioni nelle aree comuni dei condomini, il limite sale a 8.000 euro.
Il metodo adottato è quello già utilizzato in passato: le domande vengono accettate in ordine di arrivo fino a esaurimento fondi. Non è rilevante il reddito del richiedente, ma la disponibilità di risorse al momento della domanda.
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La richiesta va presentata tramite la piattaforma di Invitalia. È importante notare che la domanda può essere inoltrata solo dopo aver completato l'installazione e sostenuto le spese.
Per il 2026, sono ammesse le installazioni effettuate a partire dal 26 giugno, data di entrata in vigore del provvedimento che ha finanziato la misura.
Le richieste possono essere presentate fino al 31 dicembre 2026, a condizione che i fondi non siano già esauriti.
Chi non riesce a ottenere il contributo per esaurimento delle risorse non potrà richiederlo nuovamente l'anno successivo per la stessa installazione.
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Il programma dispone di un totale di 68 milioni di euro. Sono previsti 15 milioni all'anno dal 2026 al 2029 e altri 8 milioni per il 2030.
Dal 2027 al 2029, gli impianti installati durante l'intero anno potranno beneficiare dell'incentivo. Nel 2030, invece, saranno considerate solo le installazioni effettuate entro il 31 marzo.
Sono escluse le colonnine installate nel 2025 e quelle realizzate nella prima parte del 2026, prima del 26 giugno.
Questa decisione ha sollevato critiche, poiché il nuovo incentivo era stato annunciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy già a gennaio. Secondo le fonti ministeriali, non è previsto un intervento per estendere retroattivamente il contributo.
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I dati delle precedenti edizioni mostrano che, nonostante la disponibilità di fondi, una parte significativa delle risorse è rimasta inutilizzata.
Tra il 2022 e il 2024 erano stati stanziati 100 milioni di euro, ma i contributi effettivamente concessi ammontavano a circa 22,5 milioni. Nel 2022, su 40 milioni disponibili, furono utilizzati circa 640mila euro. Nel 2023 i contributi raggiunsero 6,9 milioni su altri 40 milioni stanziati, mentre nel 2024 salirono a circa 15 milioni.
In totale, furono accolte poco più di 19mila domande, di cui solo 65 da condomini. Il contributo medio fu di circa 1.175 euro: circa 1.160 euro per i privati e circa 5.500 euro per i condomini.
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Se l'importo medio rimanesse simile a quello delle edizioni precedenti, le risorse previste fino al 2030 potrebbero finanziare meno di 60mila interventi.
Un numero da considerare alla luce della crescita del mercato delle auto elettriche. Secondo lo Smart Mobility Report 2026 del Politecnico di Milano, nel 2025 in Italia sono state vendute circa 98mila auto elettriche e 95mila ibride plug-in.
Diversa era la portata del Superbonus, che aveva permesso di finanziare l'installazione di circa 350mila punti di ricarica domestici, con un costo complessivo superiore ai 600 milioni di euro.
Secondo fonti del Ministero delle Imprese, la presenza del Superbonus avrebbe contribuito alla scarsa adesione alle precedenti edizioni dell'incentivo per le colonnine, poiché le due agevolazioni non potevano essere cumulate per lo stesso intervento.
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Rimane la questione del metodo di assegnazione. Il bonus non prevede graduatorie basate sul reddito o sulla situazione economica dei richiedenti: conta essenzialmente l'ordine di arrivo delle domande.
È il modello comunemente definito "click day", spesso discusso perché, quando le richieste superano le risorse disponibili, la velocità nella compilazione e nell'invio della pratica diventa il principale criterio di accesso all'incentivo.
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